La terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) nasce come trattamento evidence based per il trauma psicologico, ma oggi viene sempre più integrata nei percorsi per anoressia, bulimia, binge eating e altri disturbi alimentari.
Molti DNA hanno radici in esperienze traumatiche, stress emotivo o eventi di vita negativi, e l’EMDR può aiutare a rielaborare questi nuclei profondi.
Perché l’EMDR è utile nei DNA
Eventi come lutti, maltrattamenti, abuso infantile o stress cronico sono fattori di rischio importanti nei disturbi alimentari.
L’EMDR permette di:
- desensibilizzare ricordi traumatici o esperienze emotive non elaborate
- ridurre ansia, vergogna e senso di colpa legati al corpo o al cibo
- intervenire su convinzioni negative radicate (“non valgo”, “non merito di mangiare”)
- migliorare la regolazione emotiva
Come viene integrato l’EMDR nel trattamento dei DNA
L’ approccio per lo più è combinato:
1. Lavoro sul trauma
Molti pazienti con DNA presentano traumi relazionali precoci o esperienze di invalidazione emotiva. L’EMDR aiuta a rielaborare questi ricordi, riducendo la necessità di usare il cibo come regolatore emotivo.
2. Intervento sui trigger attuali
L’EMDR può essere usato per:
- episodi di abbuffata
- momenti di forte ansia legati al corpo
- situazioni scatenanti (specchio, bilancia, commenti altrui)
3. Ristrutturazione delle credenze
Molti terapeuti utilizzano protocolli EMDR per modificare convinzioni disfunzionali legate all’identità e all’autostima.
4. Integrazione con altri trattamenti
L’EMDR non sostituisce la terapia nutrizionale o psicoterapie come la CBT E, ma può potenziarle, soprattutto quando il DCA è radicato in traumi o esperienze emotive intense.
EMDR negli adolescenti con DNA
L’EMDR può essere utile per affrontare:
- difficoltà identitarie
- pressioni sociali
- esperienze familiari stressanti
- traumi evolutivi
In sintesi
L’EMDR nei DNA può:
| Obiettivo | Come aiuta |
|---|---|
| Ridurre sintomi | diminuisce ansia, impulsi, vergogna |
| Lavorare sul trauma | rielabora eventi passati che alimentano il disturbo |
| Migliorare l’autostima | modifica credenze negative su sé stessi |
| Stabilizzare le emozioni | riduce l’uso del cibo come regolatore emotivo |
Come si svolge una seduta EMDR
Le sedute EMDR seguono una struttura molto precisa, definita dal protocollo in 8 fasi.
Le 8 fasi del protocollo EMDR
1. Raccolta della storia clinica
- Il terapeuta esplora la storia della persona.
- Identifica eventi traumatici o esperienze stressanti che possono essere alla base del disagio.
2. Preparazione
- Si costruisce un clima di sicurezza.
- Il terapeuta spiega come funziona l’EMDR.
- Si insegnano tecniche di stabilizzazione e regolazione emotiva.
3. Valutazione
- Si seleziona un ricordo specifico da elaborare.
- Si identificano:
- l’immagine più disturbante del ricordo
- le emozioni associate
- le sensazioni corporee
- la credenza negativa (“non valgo”, “sono in pericolo”)
- la credenza positiva desiderata
4. Desensibilizzazione
- È la fase centrale.
- Il paziente si concentra sul ricordo mentre riceve stimolazione bilaterale (movimenti oculari, tapping o suoni alternati).
- L’obiettivo è ridurre il livello di disturbo emotivo.
5. Installazione
- Si rafforza la credenza positiva scelta (“posso farcela”, “sono al sicuro”).
6. Scansione corporea
- Si verifica se nel corpo rimangono tensioni o sensazioni negative.
- Se presenti, si continua la stimolazione bilaterale.
7. Chiusura
- Si riportano calma e stabilità.
- Si usano tecniche di grounding e rilassamento.
8. Rivalutazione
- All’inizio della seduta successiva si verifica:
- se il ricordo è ancora disturbante
- se la credenza positiva è stabile
- se emergono nuovi elementi da elaborare
Esempi di tecniche durante la seduta
- Movimenti oculari guidati (il terapeuta muove le dita davanti agli occhi)
- Tapping alternato sulle mani o sulle spalle
- Stimolazione acustica bilaterale
- Narrazione dell’episodio con stimolazione bilaterale, utile soprattutto nei traumi recenti
Protocolli EMDR
L’EMDR non è, evidentemente, un’unica tecnica, ma un insieme di protocolli specifici per diversi tipi di esperienze traumatiche o problematiche cliniche.
Protocollo standard in 8 fasi
È il più utilizzato e si applica ai traumi “completi” o ai ricordi disturbanti del passato.
Protocollo per eventi recenti (R-TEP)
- Si usa quando il trauma è avvenuto da poco.
- Prevede la narrazione dell’episodio con stimolazione bilaterale.
- Aiuta a contenere l’emozione e a elaborare l’evento in modo più rapido.
Protocolli specifici per disturbi alimentari
Nella pratica clinica vengono utilizzati protocolli adattati per:
- trigger alimentari (abbuffate, restrizioni, vomito)
- immagine corporea
- vergogna e autocritica
- traumi relazionali precoci
- credenze negative sul sé (“non merito di mangiare”, “valgo solo se sono magra”)
Questi protocolli derivano dal modello EMDR ma sono adattati ai DNA.
Come si applica l’EMDR nei DNA
Integrare EMDR e DNA significa lavorare su:
- traumi infantili o relazionali
- episodi di bullismo o commenti sul corpo
- emozioni difficili che portano all’uso del cibo come regolatore
- trigger attuali (specchio, bilancia, pasti)
- credenze negative radicate
In sintesi
| Aspetto | Cosa accade |
|---|---|
| Struttura | 8 fasi standard |
| Tecniche | movimenti oculari, tapping, stimolazione bilaterale |
| Obiettivo | rielaborare ricordi traumatici e ridurre il disturbo |
| Nei DCA | lavoro su traumi, trigger, immagine corporea, credenze negative |
I principali protocolli EMDR
1. Protocollo Standard in 8 fasi
È utilizzato per la maggior parte dei traumi.
Le 8 fasi sono:
- Raccolta della storia
- Preparazione
- Valutazione
- Desensibilizzazione
- Installazione
- Scansione corporea
- Chiusura
- Rivalutazione
È il protocollo più usato anche nei disturbi alimentari, perché permette di lavorare su traumi passati, credenze negative e trigger.
2. Protocollo per Eventi Recenti (R-TEP)
Usato quando il trauma è avvenuto da poco.
La fonte EMDR Italia descrive una procedura specifica chiamata Narrazione dell’Episodio con Stimolazione Bilaterale.
Caratteristiche:
- Il paziente racconta l’evento traumatico ad alta voce.
- Il terapeuta applica stimolazione bilaterale (BLS).
- Si usa una metafora di distanziamento (es. “guardarlo come in TV”) per contenere l’emozione.
È utile in:
- incidenti recenti
- lutti acuti
- eventi improvvisi
- crisi emotive recenti
3. Protocolli Specifici per Condizioni Cliniche
Nel tempo sono stati sviluppati nuovi protocolli per diverse situazioni cliniche.
Tra questi:
- protocolli per traumi complessi
- protocolli per fobie
- protocolli per dolore cronico
- protocolli per lutto
- protocolli per disturbi dissociativi
- protocolli per disturbi dell’attaccamento
Questi protocolli mantengono la struttura EMDR ma includono procedure aggiuntive per gestire:
- dissociazione
- disregolazione emotiva
- memorie frammentate
- traumi multipli
4. Protocolli EMDR per i Disturbi Alimentari
Nella pratica clinica, i protocolli più usati nei DCA sono adattamenti del protocollo standard per lavorare su:
✔ Traumi relazionali precoci
(es. critiche sul corpo, bullismo, trascuratezza)
✔ Trigger alimentari
(es. abbuffate, restrizioni, specchio, bilancia)
✔ Credenze negative
(es. “non valgo”, “merito punizione”, “sono sbagliata”)
✔ Immagine corporea
(es. ricordi legati a vergogna o umiliazione)
✔ Regolazione emotiva
(es. uso del cibo per calmare emozioni intense)
5. Protocolli di Stabilizzazione e Risorse
Prima di elaborare traumi profondi, spesso si usano protocolli per:
- costruire risorse interne
- aumentare la sicurezza
- migliorare la regolazione emotiva
Sono fondamentali nei DCA, dove spesso c’è:
- alta impulsività
- forte autocritica
- difficoltà a tollerare emozioni
Tabella riassuntiva
| Protocollo | Quando si usa | Fonte |
|---|---|---|
| Standard in 8 fasi | Traumi passati, credenze negative | |
| Eventi recenti (R-TEP) | Traumi avvenuti da poco | |
| Protocolli clinici specifici | Fobie, dolore, lutto, dissociazione | |
| Adattamenti per DCA | Trigger, immagine corporea, traumi relazionali | Derivato dai protocolli standard |
Esempio concreto di seduta EMDR per un DNA (binge eating)
1. Identificazione del target
La persona racconta che le abbuffate si scatenano soprattutto quando riceve critiche sul corpo.
Il terapeuta chiede: “Qual è il primo ricordo in cui hai provato questa stessa sensazione?”
La persona individua un episodio a 12 anni: una compagna di classe la prende in giro dicendo “sei grassa, nessuno ti vorrà mai”.
Questo diventa il target traumatico.
2. Valutazione del ricordo
Il terapeuta guida la persona a identificare:
- Immagine: la compagna che ride con altre ragazze.
- Emozioni: vergogna, umiliazione.
- Sensazioni corporee: nodo allo stomaco, calore al viso.
- Credenza negativa: “Non valgo niente”.
- Credenza positiva desiderata: “Valgo anche se non sono perfetta”.
- SUD (disturbo emotivo): 9/10.
3. Desensibilizzazione (stimolazione bilaterale)
Il terapeuta avvia i movimenti oculari.
Durante le serie, la persona riferisce:
- “Sento ancora vergogna…”
- “Ora vedo la scena più lontana…”
- “Mi accorgo che quella bambina era cattiva con tutti…”
- “Non mi sembra più così enorme…”
Il terapeuta continua finché il ricordo perde intensità.
Dopo varie serie, il SUD scende a 1.
4. Installazione della credenza positiva
Il terapeuta chiede di concentrarsi sulla frase: “Valgo anche se non sono perfetta.”
Con stimolazione bilaterale, la persona riferisce:
- “Mi sembra più vera.”
- “Sento più forza.”
La credenza positiva raggiunge un livello alto di validità.
5. Scansione corporea
La persona nota ancora una tensione alle spalle. Il terapeuta fa un’altra breve serie di stimolazione.
La tensione si scioglie.
6. Chiusura
Si riportano calma e stabilità con tecniche di grounding. La persona dice di sentirsi “più leggera e meno in colpa”.
7. Seduta successiva: Rivalutazione
La persona racconta:
- “Quella scena non mi fa più male.”
- “Questa settimana ho avuto meno impulsi di abbuffarmi.”
- “Quando mi sono sentita criticata, non ho reagito come prima.”
Il terapeuta valuta se:
- il ricordo è stabilizzato
- emergono nuovi target
- è necessario lavorare su altri episodi legati al corpo, alla vergogna o alle abbuffate
Perché questo esempio è tipico nei DNA
Nei disturbi alimentari, spesso emergono:
- ricordi di bullismo sul corpo
- esperienze di vergogna
- traumi relazionali precoci
- credenze negative come “non valgo”, “sono sbagliata”, “non merito”
L’EMDR lavora proprio su questi nodi profondi, riducendo la necessità di usare il cibo come regolatore emotivo.
Piano di trattamento EMDR per i DNA
Un percorso EMDR nei disturbi alimentari non è mai lineare: procede per fasi, rispettando i tempi emotivi della persona e integrandosi con altri interventi (nutrizionali, medici, psicoterapeutici).
Di solito si articola in 4 grandi blocchi:
1️⃣ Stabilizzazione e preparazione
Questa fase è fondamentale nei DCA, perché spesso ci sono:
- forte autocritica
- difficoltà a tollerare emozioni intense
- impulsività (abbuffate, vomito, restrizioni)
- dissociazione o “spegnimento emotivo”
Obiettivi
- costruire sicurezza interna
- aumentare la regolazione emotiva
- ridurre comportamenti a rischio
- preparare il sistema nervoso all’elaborazione dei traumi
Strumenti
- tecniche di grounding
- esercizi di respirazione
- “luogo sicuro” EMDR
- installazione di risorse (forza, protezione, calma)
- psicoeducazione su emozioni, corpo, fame emotiva
Quando si passa alla fase successiva
Quando la persona riesce a:
- tollerare emozioni moderate
- interrompere o ridurre i comportamenti più impulsivi
- sentirsi stabile durante le sedute
2️⃣ Mappatura dei target (traumi e trigger)
Qui si costruisce la mappa dei ricordi da elaborare.
Nei DCA i target più frequenti sono:
Traumi relazionali precoci
- critiche sul corpo
- bullismo
- umiliazioni
- trascuratezza emotiva
- genitori ipercritici o imprevedibili
Eventi scatenanti recenti
- commenti sul peso
- rotture sentimentali
- stress lavorativi
- cambiamenti corporei
Trigger attuali
- specchio
- bilancia
- pasti
- sensazione di pienezza
- emozioni come vergogna, rabbia, solitudine
Credenze negative
- “Non valgo”
- “Sono sbagliata”
- “Non merito di mangiare”
- “Il mio corpo è un problema”
Questa mappa guida tutto il percorso.
3️⃣ Elaborazione dei ricordi traumatici (EMDR vero e proprio)
Si lavora con il protocollo standard in 8 fasi, scegliendo i target in ordine strategico:
Ordine tipico nei DCA
- Traumi infantili legati a vergogna, rifiuto, critica
- Eventi adolescenziali legati al corpo e all’identità
- Trigger attuali che scatenano abbuffate/restrizioni
- Credenze negative sul sé
- Immagine corporea (spesso con protocolli specifici)
Obiettivi
- ridurre il dolore emotivo associato ai ricordi
- sciogliere la vergogna
- modificare le credenze negative
- ridurre la necessità di usare il cibo come regolatore emotivo
Cosa succede nella pratica
- si seleziona un ricordo
- si lavora con stimolazione bilaterale
- il ricordo perde intensità
- emergono nuove comprensioni
- si installa una credenza positiva
4️⃣ Integrazione e prevenzione delle ricadute
Quando i traumi principali sono elaborati, si lavora su:
Consolidamento delle nuove credenze
- “Valgo anche se non sono perfetta”
- “Il mio corpo merita cura”
- “Posso gestire le emozioni senza punirmi”
Costruzione di nuove abitudini
- alimentari
- emotive
- relazionali
Lavoro sul futuro
- visualizzazioni guidate
- preparazione a situazioni difficili
- rinforzo delle risorse
Chiusura del percorso
- revisione dei progressi
- definizione di segnali di allarme
- piano di auto-regolazione
Esempio di struttura temporale
| Fase | Durata tipica | Obiettivi |
|---|---|---|
| Stabilizzazione | 3–8 sedute | sicurezza, regolazione |
| Mappatura | 1–2 sedute | identificare target |
| Elaborazione | 10–40 sedute | traumi, trigger, credenze |
| Integrazione | 3–6 sedute | prevenzione ricadute |
Riferimenti bibliografici
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